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Cardiochirurgia

La cardiochirurgia è quella branca della medicina che cura le malformazioni del miocardio con interventi sul cuore e sui grossi vasi sanguigni per rimediare ai danni provocati da malattie o da disturbi all'apparato cardiovascolare allorquando il trattamento farmacologico risulta inefficace.

Le malformazioni cardiache possono interessare una sola parte del cuore o l’intera struttura cardiaca.
I difetti congeniti del cuore possono essere gravi, moderati o lievi.
Sono casi gravi le forme congenite che già alla nascita o nei primi mesi di vita determinano una situazione patologica importante.
Sono casi moderati le malattie congenite che richiedono un trattamento cardiologico fin dalla nascita.
Sono casi lievi le malformazioni cardiache che non presentano sintomi nei soggetti interessati.
Di solito il medico di fiducia, insospettito dai sintomi riferiti dal paziente, prescrive una visita cardiologica e in seguito il cardiologo indirizza il paziente dal cardiochirurgo se ritiene necessario un intervento chirurgico.
La visita cardiologica prevede una anamnesi approfondita sulla storia clinica del paziente e sulle abitudini di vita: sedentarietà, fumo, alcol, patologie pregresse, interventi effettuati, familiarità con patologie simili, terapie effettuate.
Il cardiochirurgo prescrive i test di laboratorio che possono essere esami del sangue, radiologici e cardiologici e poi decide il tipo di intervento.
Le patologie che richiedono l’intervento del cardiochirurgo sono molteplici:
-le cardiopatie congenite, che sono malformazioni del cuore dovute a uno sviluppo imperfetto del cuore durante lo sviluppo del feto;
-le valvulopatie, che derivano dal cattivo funzionamento dell’aorta;
-l’aneurisma della radice aortica, cioè la dilatazione di un’arteria che viene modificata nella struttura;
-la cardiomiopatia dilatativa post-ischemica, che è una patologia che comporta una dilatazione della pompa cardiaca e del ventricolo sinistro per ischemia o infarto;
-l’insufficienza mitralica acuta post-infartuale da rottura di papillare, che si manifesta con il rifluire del sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro;
-la fibrillazione atriale, che è una alterazione del ritmo cardiaco per cui il battito del cuore è molto rapido e irregolare;
-l’aritmia cardiaca, che si ha quando il cuore batte troppo lentamente o troppo velocemente o in modo irregolare;
-la dissecazione aortica acuta, una malattia vascolare rara ma altamente pericolosa se non viene trattata con chirurgia d’urgenza.
Il cardiochirurgo può operare a cuore aperto con una sternotomia oppure può eseguire microincisioni tra le costole(tecniche mininvasive). In questo caso vengono usate telecamere endoscopiche che permettono di operare nel torace e nelle cavità cardiache con grande precisione, con incisioni di 4-8 cm anziché di 20-25 cm come nella tecnica tradizionale.