Collo



INTRODUZIONE

Definito anche come un “meraviglioso sistema coordinato”, il collo, è la porzione del corpo umano che unisce la testa al busto ed è notoriamente composto da 7 vertebre della rachide cervicale; il tratto cervicale è la parte più mobile della colonna vertebrale e, oltre a sostenere il cranio, ha anche il delicato compito di proteggere il midollo spinale. Molto spesso, a causa di disturbi muscolo scheletrici, ci ritroviamo a provare del dolore più o meno intenso, comunemente chiamato “cervicalgia”. Le cause di questa infiammazione sono molteplici ed eterogenee: la sedentarietà, la postura scorretta, lo stress e, se non adeguatamente curata, può diventare cronica. Per questo motivo è importante trattare il dolore tramite una fisioterapia specifica prima che condizioni le normali attività quotidiane.


collo-dolori

INFORTUNI E PATOLOGIE.

FRATTURE VERTEBRALI CERVICALI
Una frattura è la rottura di un osso in seguito a traumi (incidenti o cadute) ed osteoporosi; a seconda del tipo di danno a livello spinale troviamo due tipi di fratture: amieliche e mieliche. La prima non ha un interessamento di tipo neurologico, presenta una sintomatologia caratterizzata da dolore e contrattura muscolare e si tratta con un collare per circa 2-3 mesi, cui segue riabilitazione fisioterapica. La seconda, più complessa e importante, presenta lesioni di tipo neurologico e deve essere trattata con un intervento chirurgico procedendo così alla sua stabilizzazione.

ERNIA E PROTRUSIONE DISCALE
Due sono le discopatie a carico del disco invertebrale: l’ernia e la protrusione.
La prima si manifesta quando il disco si deteriora provocando un indebolimento dello stesso ed una fuoriuscita del nucleo polposo che, invadendo lo spazio circostante, provoca infiammazione e dolore; trattata con terapia farmacologica e interventi manipolativi, generalmente non si procede in modo invasivo a meno che il danno non sia di medie entità e sarà quindi necessario l’asportazione. La protrusione, invece, è caratterizzata dall’uscita del disco dal suo spazio naturale che, invadendo l’ambiente circostante, contatta le vicine radici nervose e provoca dolore. In caso di protrusione bisognerà intervenire con farmaci per alleviare i sintomi e poi procedere al recupero funzionale del paziente tramite ginnastica e adeguata fisioterapia.

SPONDILOSI VERTEBRALE
Condizione degenerativa a carico delle vertebre e dei dischi invertebrali ha maggiore incidenza in età adulta e senescenza; è un’artrosi generalizzata che prevede la progressiva, seppur lenta, deformazione delle vertebre e del disco. I sintomi lamentati dai pazienti sono dolore e rigidità muscolare che si accentua solo stando a riposo e, per questo, il paziente affetto da spondilosi dovrebbe evitare sforzi e sottoporsi a mirati interventi fisioterapici.

CERVICALGIA
Sedentarietà, postura scorretta e traumi sono le cause di quell’intenso dolore al collo che tutti noi conosciamo e che abbiamo provato almeno una volta nella vita. Dolore costante affiancato da tensione e affaticamento muscolare, rigidità, intorpidimento, debolezza del braccio e della mano, questi sono i sintomi della cervicalgia che deve essere trattata con fisioterapia ed esercizi specifici in modo da correggere la postura, sciogliendo tensioni e stress.

CONTRATTURA DEL MUSCOLO TRAPEZIO
Il sintomo più comune in assoluto associato alla contrattura del trapezio (muscolo sito nella regione nucale e nella parte dorsale del torace) è una sensazione costante di dolore, mal di testa, rigidità e vertigini. Questi fastidiosi spasmi, dovuti a traumi e problematiche posturali, sono curabili tramite antinfiammatori, terapie strumentali e manipolative ed esercizi mirati per una corretta indicazione posturale.

TORCICOLLO
Contrazione anomala dei muscoli cervicali, il torcicollo, è un dolore cervicale acuto ed intenso che limita la mobilità e, in alcuni casi, arriva a bloccare tutta la nuca. Diffuso in età giovanile a causa di posture scorrette, o insorgente dopo traumi, la terapia in grado di lenire il dolore è associata alla correzione di abitudini di vita scorrette, eliminazione dello stress, all’esecuzione di esercizi in grado di sciogliere le tensioni accumulate, il tutto unito ad una buona attività sportiva che prevenga eventuali disagi futuri.

COLPO DI FRUSTA
Il colpo di frusta è un evento traumatico a seguito di traumi che generano bruschi movimenti del capo; tale meccanismo è proprio degli incidenti automobilistici nei quali la testa del conducente viene veementemente sbalzata prima indietro e poi in avanti, causando la lesione. La sintomatolgia del colpo di frusta è caratterizzata da ronzii alle orecchie, mal di testa, rigidità dei muscoli e dolore cervicale che limita i gesti quotidiani di chi ne è affetto; nei casi più gravi assistiamo ad alterazioni della colonna, del bacino e della mandibola. Generalmente il colpo di frusta si cura attraverso l’immobilizzazione del collo tramite il collare, all’assunzione di farmaci antidolorifici e miorilassanti, seguita da terapia fisica e manipolazione.

INTERVENTI CHIRURGICI.

DISCECTOMIA CERVICALE E LAMINECTOMIA
Asportazione totale o parziale del disco invertebrale, questa misura risulta necessaria nelle patologie degenerative e, allo stesso modo, la laminectomia prevede l’eliminazione della lamina vertebrale al fine di ridurre i disturbi causati dalla compressione del midollo spinale. Entrambe le misure sono necessarie qualora non risultino possibili gli interventi conservativi meno invasivi come fisioterapia e terapia farmacologica.

CHIRURGIA DEL COLLO
In questa sezione troviamo due tipi di intervento: la stabilizzazione del collo e la discectomia cervicale e laminectomia; se nel secondo caso la metodologia è invasiva poiché si prevede l’asportazione del disco o della lamina vertebrale, nel primo caso si ricorre invece alla fissazione della colonna vertebrale tramite l’ausilio di mezzi di sintesi, ovvero mezzi esterni (chiodi, viti, placche e fissatori) che, una volta inseriti, aiutano a stabilizzare il corpo e successivamente a riprendere il normale movimento.

STABILIZZAZIONE VERTEBRE CERVICALI
Intervento che consta nell’applicazione di mezzi di sintesi al fine di stabilizzare e fissare le vertebre cervicali in seguito a spondilosistesi, frammenti ossei staccati e scoliosi non trattabili fisioterapicamente.

RIABILITAZIONE.

RIABILITAZIONE PER DISCECTOMIA/LAMINECTOMIA
Il recupero della mobilità avverrà tramite sedute mirate e personalizzate di fisioterapia unite a terapie fisiche (laser, microcorrenti e diatermia) affinché ci sia il controllo della situazione dolorosa ed un successivo miglioramento della funzionalità.

RIABILITAZIONE PER LA CONTRATTURA DEL MUSCOLO TRAPEZIO
Il protocollo riabilitativo prevede innanzitutto il controllo del dolore tramite terapie strumentali, come laser, TENS e luxxamed, al fine di poter trattare il muscolo dolente senza stressare il paziente ed un successivo trattamento che richiede massaggi decontratturanti e stiramenti al collo. L’ultima fase del percorso è volta alla ricerca da parte del fisioterapista di un programma muscolare che il paziente deve ripetere a casa al fine di evitare le recidive.

RIABILITAZIONE PER TORCICOLLO
Questo tipo di riabilitazione prevede che il trattamento sia svolto in fase acuta del paziente e, grazie a terapie fisiche come laser e tecarterapia, il dolore sarà ridotto sensibilmente. Anche in questo caso sarà attivato per il paziente un programma specifico che gli consentirà di svolgere esercizi a domicilio in modo da evitare la ricomparsa dei sintomi.

RIABILITAZIONE PER COLPO DI FRUSTA
Durante la prima fase della riabilitazione sarà necessario l’utilizzo di macchinari che allevino il processo infiammatorio e una manipolazione successiva grazie alla quale si decontratturerà e rilasserà il muscolo colpito da lesione. Sarà da considerarsi concluso il percorso terapeutico quando il paziente recupererà la mobilità senza provare dolore.

RIABILITAZIONE PER STABILIZZAZIONE E FRATTURA VERTEBRALE
Dopo un infortunio di questo tipo si ricorre ad una stabilizzazione al fine da fissare la colonna vertebrale per ridurre compressioni delle radici nervose o midollari. Nella riabilitazione post operatoria, quando la stabilità sarà raggiunta, si procederà al recupero della mobilità e del controllo mediante fisioterapia che deve essere necessariamente affiancata a degli esercizi di corretta rieducazione posturale.

RIABILITAZIONE PER ERNIA O PROTRUSIONE DISCALE
L’obiettivo di questo tipo di riabilitazione prevede inizialmente una eliminazione del dolore tramite dei farmaci analgesici, antinfiammatori e rilassanti in modo da distendere la muscolatura e rilassarla; seguono poi fisioterapia ed esercizi di stretching mirato, correzione di vizi posturali utili anche al rinforzo muscolare.

RIABILITAZIONE PER SPONDILOSI CERVICALE
Una volta che la fase acuta del dolore è passata è necessario, da un lato, riposarsi ed evitare movimenti bruschi o faticanti e, dall’altro, è molto importante la fisioterapia che, tramite dei movimenti lenti e delicati, sarà in grado di distendere i muscoli del collo. Fondamentale anche l’affiancamento del proprio fisioterapista che dovrà spiegare gli esercizi da assumere al fine di mantenere una buona postura, sia a casa che sul luogo di lavoro.

RIABILITAZIONE PER CERVICALGIA
Il protocollo per questo tipo di riabilitazione prevede il controllo del dolore, che avviene tramite l’utilizzo di farmaci, ed il recupero della mobilità attraverso terapie fisiche (tens, laser…), manuali (massaggi e stiramenti rilassanti e decontratturanti) per procedere al recupero della muscolatura deficitaria, al fine di assistere ad un miglioramento globale che sarà tale quando i movimenti saranno effettuati dal paziente senza provare dolore.

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