Gomito



Il gomito è l’articolazione che congiunge il braccio e l’avambraccio.
E’ un’articolazione complessa in cui convergono omero, radio e ulna. Consente di posizionare la mano nei vari piani dello spazio mediante movimenti di flesso estensione e di prono-supinazione. A questo livello si inseriscono i muscoli flessori ed estensori del polso e delle dita, rispettivamente noti come epitrocleari ed epicondiloidei.


gomito

INFORTUNI E PATOLOGIE.

LUSSAZIONE DEL GOMITO
La lussazione del gomito è una condizione molto comune caratterizzata dalla perdita dei normali rapporti tra omero, radio e ulna, le tre ossa che compongono questa articolazione. Le principali cause di lussazione sono le cadute con il palmo teso ed il gomito flesso, gli incidenti stradali o dovuti ad attività sportive e, infine, i movimenti oscillatori fatti fare ai bambini per sollevarli o a scopo ludico. I sintomi di questa patologia sono dolore, ecchimosi e difficoltà a muovere l’arto e la diagnosi avviene tramite radiografia in modo da escludere l’eventuale presenza di fratture.

EPITROCLEITE
Più comunemente conosciuta come “gomito del golfista”, questa patologia prevede un danno a carico dei tendini (e relativi muscoli) che, se sovraccaricati, possono portare ad una degenerazione tendinea. I sintomi sono: dolore al braccio, indebolimento dei polsi e delle mani, formicolio e rigidità articolare; la riabilitazione prevede riposo assoluto seguita da fisioterapia e manipolazioni.

FRATTURE DEL GOMITO
Le fratture del gomito sono degli eventi che interessano le diverse strutture di quest’articolazione e coinvolgono ulna, radio e omero. All’interno di questa tipologia di lesioni troviamo le fratture del capitello radiale, dell’olecrano, dell’omero, della coronoide e, come tutte le rotture di un osso, possono essere composte o scomposte, in base all’entità del danno. Queste tipologie di fratture sono suddivise in base alla loro importanza: di tipo I, lieve entità, di tipo II, recupero più problematico, e di tipo III, molto rara con lunghi tempi di guarigione. Per tutte sarà fondamentale la precocità della diagnosi, cui seguirà immobilizzazione e ripresa dei movimenti; solo nei casi più gravi sarà necessario l’intervento chirurgico e una adeguata fisioterapia specifica.

EPICONDILITE
La patologia del “gomito del tennista” (così chiamata perché più del 50% dei tennisti professionisti ne soffre) è una condizione infiammatoria dell’epicondilo, una piccola porzione dell’articolazione del gomito, che provoca dolore e rende impossibile qualsiasi tipo di movimento di polso e mano. Una volta effettuata la diagnosi si procede alla riabilitazione che, come l’epitrocleite, prevederà riposo e utilizzo di strumenti volti alla riduzione del dolore, rendendo possibile il recupero dell’articolazione e del movimento.

INTERVENTI CHIRURGICI.

CHIRURGIA PER FRATTURE
La frattura del braccio implica nei casi più gravi l’intervento chirurgico tramite il quale vengono riallineate e ricomposte le ossa spezzate; infatti, nei casi di lesione epitrocleare o olecranica, è necessario fissare il frammento della frattura spezzata tramite l’ausilio di chiodi o del filo di Kirschner, una particolare asta di acciaio lavorata dal chirurgo tramite delle pinze. Queste tipologie di interventi invasivi prevederanno lunghe convalescenze e recupero grazie alla fisioterapia.

CHIRURGIA PER EPICONDILITE/EPITROCLEITE
Qualora il trattamento non invasivo non dovesse portare a benefici il medico valuterà se procedere con la chirurgia che prevede due tipologie di interventi, a cielo aperto o in artroscopia, nei quali si ricostruiranno o allungheranno le strutture mio-tendinee. Successivamente il paziente dovrà indossare un tutore e affrontare il trattamento riabilitativo per la totale ripresa dell’articolarità

RIABILITAZIONE.

RIABILITAZIONE PER LUSSAZIONI
Questo tipo di riabilitazione è composta da tre fasi: riduzione, post riduzione e rinforzo della muscolatura. Si procede inizialmente riducendo la lussazione tramite una manovra grazie nella quale i segmenti ossei vengono riportati nella loro sede corretta, cui seguirà una immobilizzazione in gesso e, infine, l’applicazione di un tutore. Trascorse 5-6 settimane questo sarà rimosso e, dopo questo tipo di approccio conservativo, si renderà necessario quello fisioterapico al fine di rafforzare la muscolatura. Qualora siano presenti delle recidive e il movimento fosse instabile al fine della guariogione definitiva sarà necessario procedere tramite intervento chirurgico di ricostruzione legamentosa.

RIABILITAZIONE PER EPICONDILITE/EPITROCLEITE
Conosciute come “gomito del tennista” e “gomito del golfista” sono due patologie infiammatorie nelle quali è presente un sovraccarico sull’epicondilo laterale o mediale, che provoca dolore e impotenza articolare. L’iter più comune solitamente prevede riposo assoluto, farmarci antinfiammatori (o cortisonici nei casi più gravi) e trattamento con strumenti (T.E.N.S), ionoforesi, magnetoterapia e ultrasuoni, che avranno lo scopo di ridurre l’infiammazione e sollievare dal dolore.

RIABILITAZIONE PER FRATTURE
Dopo l’intervento chirurgico la riabilitazione del gomito ha un ruolo fondamentale: è inizialmente prevista una immobilizzazione passiva tramite tutori, seguita dall’utilizzo di terapie fisiche (tecarterapie, onde d’arto) in modo da lenire il dolore. La fisioterapia sarà decisa dal proprio medico fisiatra che, con il paziente, valuterà come costruire la riabilitazione in base alle specifiche necessità e si avvalerà di esercizi di stretching, drenaggio e manovre per desensibilizzare i trigger point (disfunzioni simili alle contratture) e decontratturare i muscoli.

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