Schiena



La schiena, o dorso, è la parte posteriore dell’organismo umano ed è composta da due parti fondamentali: la colonna vertebrale e le scapole. La spina dorsale è formata da 33/34 vertebre e ha il compito di sostenere, proteggere e consentire i movimenti; svariati sono i traumi e le alterazioni della colonna vertebrale perché, per sua conformazione, è molto sensibile alle posture scorrette che sono l’inevitabile causa di vizi posturali. Il mal di schiena colpisce 8 persone su 10, è la maggiore causa di astensione dal lavoro e colpisce indifferentemente sia uomini che donne; il dolore, che generalmente investe la parte lombare in quanto più sollecitata, può essere lieve, subacuto e cronico lasciando la persona incapace di muoversi. Proprio per questo non solo è importante comprendere la causa (stress, sedentarietà, posture scorrette, lesioni…) ma anche agire affinché la problematica scompaia e non si ripresenti. La fisioterapia è fondamentale contro il mal di schiena perché consente al paziente di muoversi (mai stare fermi a letto anche se il dolore è intenso!) sotto l’occhio vigile del suo medico che, una volta conosciuta la storia clinica del paziente, sarà in grado di ridurre il dolore e rinforzare il muscolo attraverso esercizi, massaggi e utilizzo di macchinari.


schiena

INFORTUNI E PATOLOGIE.

VIZI POSTURALI DELLA COLONNA (CIFOSI, IPERLORDOSI E SCOLIOSI)

Debolezza e rigidità muscolare sono le prime conseguenze della cattiva postura della colonna vertebrale che si genera quando un individuo assume dei vizi comportamentali sbagliati; essi alterano il nostro assetto corporeo generando una serie patologie negative: cifosi, iperlordosi e scoliosi. La cifosi è una patologia di accentuazione della colonna che risulta essere “in avanti” nella zona toracica e nel bacino, e può essere congenita o dovuta a vizi posturali, all’invecchiamento o a malattie genetiche. I sintomi sono dolore senso di rigidità e indolenzimento. L’iperlordosi è una condizione nella quale il bacino si inarca verso l’esterno come anche l’addome, un po’ come la classica posizione militare “attenti”; anche in questo caso i sintomi sono dolore ed indolenzimento al collo, sotto la nuca, e nella zona lombare. La scoliosi è, infine, una curvatura anomala della colonna vertebrale che, anziché esser dritta, compie una curva laterale causando dolore e, nei casi più gravi, busto pendente da un lato e spalla e anca che sporgenti.

STENOSI DEL CANALE LOMBARE

Restringimento del canale vertebrale, la stenosi causa una compressione del midollo con relativa sofferenza delle radici nervose. Dolore, indolenzimento, mal di schiena, formicolio sono alcuni dei sintomi causati da questa compressione, che va trattata con farmaci antidolorifici e antinfiammatori, riposo e fisioterapia. Solo nei casi più gravi sarà prevista la chirurgia in modo da decomprimere il canale mediante l’asportazione di vertebre, legamenti e/o dischi protrusi.

SPONDILOSI-SPONDILOSISTESI

La spondilosi è una patologia asintomatica nella quale è presente una frattura della parte posteriore della vertebra, causata dalla genetica o da micro-traumi. Interessa il 6% della popolazione, primi fra tutti gli adolescenti che, senza sintomi particolari, peggiorano la situazione accorgendosene solo in età avanzata. Nel 50-60% dei casi dopo l’adolescenza può manifestarsi la spondilosistesi, uno spostamento della vertebra rispetto quella sottostante, che come la spondilosi non presenta sintomi, restando quindi latente venendo scoperta casualmente.

LOMBALGIA

La lombalgia è quel classico dolore alla schiena che proviamo che ci porta a massaggiare i nostri lombi, ovvero la parte laterale del corpo vicina all’osso sacro. Coinvolge muscoli ed ossa della schiena e può essere di due tipologie: acuta o cronica. Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un dolore causato da una lesione che generalmente scompare, se curato, nell’arco di un mese; nel secondo caso, invece, la lombalgia è caratterizzata da una sofferenza che si protrae oltre i tre mesi e che si prova anche a fronte di una lesione inesistente. Si parla di cronicità del dolore quando il paziente raggiunge stati di ansia che gli procurano uno spasimo costante mai attenuato che, coinvolgendo la sfera psicologica e sociale dell’individuo stesso, causa non pochi disagi e deficit nello svolgimento delle attività quotidiane.

ERNIA DEL DISCO LOMBARE

Nel tratto lombare sono presenti cinque vertebre tra le quali è posizionato un piccolo disco che funge da cuscinetto tra di esse; può succedere che, a seguito di traumi, posture scorrette e deterioramento osteoarticolare, il disco subisca deformazioni che danno origine all’ernia contenuta o espulsa, a seconda che vi sia o meno la fuoriuscita del nucleo-polposo. Patologia particolarmente diffusa (secondo i dati è la tipologia di ernia più frequente) a causa dell’eccessivo peso caricato sulla zona lombare, l’ernia discale presenta i seguenti sintomi: dolore, parestesia, diminuzione della forza muscolare e disturbi di origine sessuale, fecale e urinaria.

FRATTURE DELLE VERTEBRE LOMBARI

Nel nostro torace, a livello lombare, sono presenti delle vertebre che partono dall’ultima costola ed arrivano fino all’osso sacro; sono cinque e sono le più forti della nostra colonna vertebrale. A causa di traumi si possono verificare fratture che hanno un interessamento neurologico, mieliche, e quelle che non lo hanno, amieliche. Il trattamento riabilitativo per questo tipo di fratture è quasi sempre chirurgico e prevede la vertebroplastica e la cifoplastica: se nella prima si procede ad inserire una sorta di cemento osseo nella zona dove c’è la frattura, nella seconda lo stesso tipo di sostanza viene invece inserito all’interno della vertebra, al fine di stabilizzarla. Nei casi più lievi si procederà all’utilizzo della terapia conservativa nella quale il paziente dovrà indossare un tutore che rinforzi il busto e, solo successivamente, potrà beneficiare della fisioterapia.

DORSALGIA

Patologia a carico della schiena, localizzata nella zona dorsale, è generata da alterazioni posturali, malattie degenerative (osteoporosi e artosi) o da traumi e fratture. I sintomi sono molteplici e la situazione dolorosa è caratterizzata da indebolimento, sofferenza alla colonna vertebrale, difficoltà nella deambulazione e irrigidimento. Essendo le dorsalgie delle infiammazioni possono essere trattate con farmaci e fisioterapia adeguata.

INTERVENTI CHIRURGICI.

CHIRURGIA PER SPONDILOSI-SPONDILOSISTESI

Nei casi di slittamento di una vertebra rispetto quella sottostante (spondilosistesi) sarà necessario effettuare la terapia chirurgica della fissazione strumentata, ovvero la stabilizzazione della colonna vertebrale grazie a mezzi di sintesi come viti e barre. Nei casi invece di compressione del midollo verranno asportate delle vertebre, sostituite da un innesto di osso autologo mantenuto in sede grazie a placche e viti. Qualora si volesse invece allargare il canale spinale si procederà all’apertura dell’arco posteriore vertebrale, consentendo al midollo di sfuggire alla compressione.

CHIRURGIA PER STENOSI DEL CANALE LOMBARE

Questo intervento mira a decomprimere il canale vertebrale (compromesso da ipertrofia, alterazioni e protrusioni) mediante l’asportazione delle lamine vertebrali. Come tutte le operazioni anche questa presenta dei pro e dei contro, trattandosi di un intervento piuttosto invasivo non esente da complicazioni post-operatorie.

CHIRURGIA PER FRATTURE VERTEBRALI

Vertebroplastica e cifoplastica sono le due terapie chirurgiche adottate per stabilizzare le fratture lombari e presentano numerosi pregi: sono poco invasive e prevedono tempi di degenza e recupero molto brevi, diversamente dal passato quando il paziente era costretto a restare immobilizzato per mesi, affrontando tutte le complicazioni dell’allettamento. Dopo l’operazione sarà necessario affrontare una terapia riabilitativa che miri al rinforzo muscolare e sarà consigliata la riabilitazione in piscina che è in grado di portare molti benefici.

CHIRURGIA PER ERNIA DEL DISCO LOMBARE

Come spesso succede, in assenza di miglioramenti a seguito del trattamento conservativo, medico e paziente possono approcciarsi all’intervento chirurgico che può essere di due tipologie: discectomia e microdiscectomia. In entrambi i casi viene rimosso il nucleo polposo e il risultato finale sarà la riduzione del dolore nel 95% dei casi osservati. Va precisato che, nonostante vengano praticate entrambe le tecniche chirurgiche, è meno invasiva la microdiscectomia nella quale viene ridotta la durata dell’intervento (30/40 minuti), i tempi di degenza (1-2 giorni) e la convalescenza (10-15 giorni).

RIABILITAZIONE.

RIABILITAZIONE PER VIZI POSTURALI

La riabilitazione prevede numerosi esercizi di ginnastica posturale che hanno lo scopo non tanto di curare la patologia quanto di evitare il peggioramento della stessa; l’obiettivo finale è quello del rafforzamento della postura corretta allungando i muscoli. Nei casi più gravi sarà necessario abbinare esercizi ad una adeguata fisioterapia.

RIABILITAZIONE PER FRATTURA DELLE VERTEBRE LOMBARI

Va detto che questo tipo di riabilitazione varia molto ed è dipesa dalla specificità di ogni caso, dal trattamento eseguito a seguito del tipo di danno presente. Solitamente è previsto l’utilizzo del busto, per un mese e mezzo circa, cui seguiranno degli esercizi rinforzanti sulla muscolatura, a livello paravertebrale e dell’addome.

RIABILITAZIONE PER DORSALGIA

Infiammazioni a carico muscolare o tendineo le dorsalgie sono generalmente trattate con una combinazione di farmaci (antalgici, antinfiammatori e miorilassanti), terapie fisioterapiche e manipolative. Inizialmente si procede alla rimozione del dolore, fase seguita da una terapia per il recupero del corretto controllo posturale, attraverso degli esercizi mirati per la stabilizzazione dei muscoli che presentano una sofferenza. L’ultima fase prevede un rinforzo generale e un’educazione per una corretta postura, al fine di scongiurare possibili recidive.

RIABILITAZIONE PER ERNIA DEL DISCO LOMBARE

La terapia mira a ridurre il dolore recuperando il movimento della colonna vertebrale. Il trattamento conservativo prevede l’utilizzo di terapie fisiche (tecar, laser, t.e.n.s, raggi infrarossi) unite a ginnastica posturale e terapia manuale al fine di recuperare il corretto movimento quotidiano.

RIABILITAZIONE PER STENOSI DEL CANALE LOMBARE

Farmaci e fisioterapia sono le due strade da percorrere nei casi lievi di compressione, qualora invece la soluzione scelta fosse la chirurgia si prevederà, dopo la stessa, ad una valutazione dello stato del paziente che dovrà assolutamente riposare per qualche giorno. Per i due mesi successivi sarà possibile svolgere attività non faticose e, grazie ad una fisioterapia specifica, sarà poi in grado di riprendere la normale routine.

RIABILITAZIONE PER SPONDILOSI-SPONDILOSISTESI

In presenza di una sintomatologia dolorosa sarà innanzitutto necessario procedere all’eliminazione della sofferenza tramite farmaci analgesici e antinfiammatori, che saranno accompagnati da riposo; questi trattamenti conservativi potranno essere affiancati da esercizi finalizzati ad ottenere una corretta postura, esercizi di stretching per rinforzare la catena posteriore e l’utilizzo di un busto. La chirurgia verrà presa in considerazione solo qualora non vi fossero risultati ottimali con il programma riabilitativo.

RIABILITAZIONE PER LOMBALGIA

Assunzione di farmaci miorilassanti e analgesici, fisioterapia e riposo sono i trattamenti utilizzati per curare la sintomatologia del dolore in fase acuta al fine di evitare la sua cronicizzazione. Esercizi di allungamento, di rilassamento e di educazione posturale saranno seguiti, dopo circa sette giorni, da quelli di rafforzamento e stabilizzazione. La riabilitazione per la lombalgia cronica prevede, invece, l’insegnamento della gestione della propria colonna, infondendo al paziente sicurezza e fiducia in se stesso. Il primo passo verso la guarigione è non perdere la speranza: soltanto grazie a questa convinzione il paziente potrà trovare dei benefici nella fisioterapia che saprà attenuare il dolore consentendogli di tornare a svolgere tutte le attività quotidiane.

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